Quando si tratta di salute e sostenibilità ogni scelta conta, ecco perché facciamo attenzione a ciò che mangiamo e ai vestiti che indossiamo.
Anche la casa ha un impatto sul benessere di chi la abita, ecco perché offriamo soluzioni per l’edilizia che vanno oltre l’efficienza e l’ecologia, garantendo ambienti salubri e sicuri in cui vivere, a lungo.
i nostri materiali permettono un approccio consapevole alla progettazione e alla costruzione, con l’obiettivo di dare vita, non a semplici edifici, ma a luoghi di serenità e benessere.
La regolazione di temperature ed umidità con il minimo utilizzo di risorse, la sicurezza dell’aria che respiriamo negli ambienti interni, la protezione da agenti esterni potenzialmente dannosi, il rispetto della natura, la durabilità delle prestazioni, dei materiali e quindi dell’investimento in ristrutturazione o costruzioni, sono aspetti fondamentali e vanno, tutti, valutati con attenzione per garantire un’edilizia di qualità.
Resistenza al fuoco
I nostri prodotti sono totalmente incombustibili e certificati in classe A1, poiché, non solo “non bruciano”, ma non propagano le fiamme e non emettono fumi tossici in caso di incendio.
Traspirabilità
Sia GASBETON® che i nostri isolanti in silicato di calcio sono materiali altamente traspiranti in grado di facilitare la regolazione dell’umidità interna agli ambienti, rendendo gli edifici naturalmente capaci di assorbire e rilasciare umidità, o farla migrare verso l’esterno, a seconda delle condizioni interne ed esterne.
Protezione
Altri materiali, come il nostro vetro cellulare in pannelli, sono totalmente impermeabili ad acqua, umidità e gas dannosi e vengono quindi utilizzati per isolare gli edifici dal terreno o per proteggerli da eventuali infiltrazioni pericolose.

Garanzia
Sottoponiamo i nostri materiali ai più stringenti test sulle emissioni nocive e vantiamo certificazioni di salubrità e non pericolosità per le persone e per l’ambiente. Oltre alle soluzioni per architettura sostenibile che già offriamo, stiamo inoltre investendo in tecnologie che possano far evolvere in modo sostanziale i processi edili, per raggiungere livelli di eco-compatibilità, sicurezza e benessere interno oggi impossibili da raggiungere.
La casa non potrà essere considerata solo cosa privata pensata come rifugio dell’uomo ma anche e soprattutto come cosa pubblica, che condiziona l’equilibrio del pianeta Terra. Il pianeta Terra è un sistema chiuso, definito, limitato, dove tutto è legato e nulla funziona autonomamente. Perché rimanga in equilibrio non è sufficiente puntare sull’efficienza degli edifici, capaci di consumare meno energia o di produrla: non è più il tempo dei piccoli cambiamenti, degli adeguamenti normativi o degli emendamenti al modello fin qui sviluppato. Non ci si può accontentare della sostenibilità che mira a fare meno peggio, ma ambire a fare meglio, costruire un cambiamento capace di generare qualcosa di nuovo e diverso, essere efficaci e non solo efficienti. Ripensare il rapporto degli edifici con gli ecosistemi naturali, riprogettare le relazioni tra spazi domestici e luoghi pubblici, mobilità e sistemi produttivi, per città salubri, sicure, rigenerate: il tutto implica pensare agli edifici, non come beni ma come servizi, per imparare a ‘fare con’ ciò che abbiamo a disposizione. I cambiamenti dovranno fare i conti con ciò che abbiamo a disposizione per ripensare un futuro possibile. Vittorio Gregotti lo chiama «il possibile necessario», inteso come sostanza strutturale di ogni progetto di architettura (Gregotti V., 2014). L’ investimento da fare non è solo sulla dimensione individuale ma su quella collettiva, e il principio del ‘fare con’ conduce direttamente alla possibilità, per tutti, di giungere ad una economia capace di rigenerare i sistemi naturali e di redistribuire le risorse, consentendo ad ognuno di vivere in modo dignitoso, equo, sicuro. Per cambiare le regole del gioco e incrementare l’innovazione, l’abitare deve essere pensato come un servizio. Un servizio per le persone, un servizio per il pianeta. Un bene è statico, un servizio è dinamico. L’abitare come servizio vuol dire che l’utente non acquista un bene ma una prestazione, che la responsabilità rimane in capo al produttore che cede il servizio richiesto. L’abitare, quindi, viene interpretata come un “servizio abitativo” che si può modificare a seconda delle esigenze degli utenti.
Architetto Andrea Rinaldi, (2018) Domani, Maggioli Editore, Rimini








