Biografia
Massimiliano Caruso, ingegnere e imprenditore con un’esperienza quasi trentennale nella direzione di progetti e nella gestione tecnica di asset immobiliari. Nel corso della sua carriera ha fondato e diretto diverse società di ingegneria e consulenza, maturando una profonda competenza in ambiti quali innovazione tecnologica, sostenibilità, efficienza energetica e fire engineering. Docente, relatore e autore, affianca all’attività professionale un costante impegno nella divulgazione. Oggi è Managing Director di One Works Technical Consultancy, branch di One Works dedicata ai servizi tecnici integrati per il real estate.

Oggi, a causa dei cambiamenti climatici, è diventato imprescindibile progettare sia i nuovi edifici sia le riqualificazioni del patrimonio esistente adottando un approccio sistemico al fabbisogno energetico e all’impatto ambientale (impronta di carbonio).
Il CRREM (1) risk assessment, fonte autorevole di riferimento per la progettazione di riqualificazioni e/o nuovi sviluppi di asset immobiliari, prevede come target di decarbonizzazione al 2050 un livello di GHG intensity inferiore a 5 kg di CO₂ equivalente, per mq all’anno. Un risultato così ambizioso richiede un cambiamento radicale nei modi di progettare e realizzare il costruito, già nel breve termine. Il raggiungimento di tale obiettivo rappresenta un punto di non ritorno affinché l’industria immobiliare possa contribuire in modo significativo alla lotta al cambiamento climatico.
D’altra parte, raggiungere questo risultato significa costruire edifici che, dal punto di vista energetico, operino con trasmittanze inferiori a 0,1 W/(mq·K), con involucri in grado di offrire uno sfasamento termico superiore alle 24 ore, ponti termici pressoché nulli, performante tenuta all’aria e al vento, oltre a sistemi edificio-impianto in cui gli impianti siano ridotti al minimo essenziale e funzionino solo per poche ore al giorno.
Realizzare sistemi energetici così performanti comporta inevitabilmente un nuovo paradigma nell’approccio al design: una metodologia progettuale basata su una fase propedeutica che si focalizza sulla modellazione delle performance da raggiungere, sull’ibridazione delle competenze, sul supporto dell’intelligenza artificiale e su una fase finale di certificazione e misurazione dei risultati. Questo nuovo paradigma può essere sintetizzato nei seguenti passaggi.
Modellazione e simulazione energetica dinamica fin dalle prime fasi del progetto

Il primo vero cambiamento consiste nello sviluppare il modello matematico del sistema energetico in parallelo allo sviluppo architettonico. L’innovazione sta proprio nella non separazione tra l’ambito creativo e quello matematico-tecnologico.
La creazione di una nuova forma architettonica o l’impiego innovativo dei materiali deve essere accompagnata sin dall’inizio dalla modellazione e simulazione energetica dinamica. I potenti strumenti di calcolo oggi disponibili consentono di verificare quasi in tempo reale quanto l’intuizione progettuale sia effettivamente sostenibile. Questa sinergia tra creatività e modellazione matematica permette di evitare errori progettuali, prevenendo il rischio di sviluppare soluzioni architettoniche non sostenibili. Per questo motivo è oggi necessario prevedere fin dalle prime fasi la diagnosi energetica e la verifica del Life Cycle Assessment.
Conoscere in tempo reale il comportamento energetico e l’impronta di carbonio del modello architettonico consente di orientare correttamente il progetto, semplificando e accelerando la successiva integrazione tra architettura e tecnologie impiantistiche per il comfort indoor.
Sustainability pre-assessment: LEED, WELL e BREEAM come guida progettuale
Il secondo cambiamento riguarda la verifica preliminare della sostenibilità progettuale, facendo riferimento a protocolli riconosciuti a livello internazionale come LEED, WELL, BREEAM, ecc. Questi standard non devono essere considerati esclusivamente strumenti commerciali per migliorare il posizionamento immobiliare, ma devono diventare un vero paradigma culturale e strategico. Devono servire per verificare, sin dalle fasi iniziali, la coerenza del progetto con i principi di sostenibilità: riduzione dell’impronta di carbonio, uso efficiente delle risorse, integrazione delle fonti rinnovabili, riuso dei materiali, risparmio idrico, corretta gestione dei rifiuti, resilienza del costruito ed innovazione tecnologica. La conformità ai principi base di sostenibilità deve trasformarsi in una guida progettuale capace di integrare competenze diverse, garantendo la realizzazione di edifici realmente sostenibili e in grado di contribuire concretamente alla mitigazione del cambiamento climatico. Questa strategia non deve essere vista come un vincolo alla creatività architettonica, ma come un’opportunità per generare nuove forme espressive e nuovi linguaggi progettuali, coerenti con il contesto storico attuale.
Intelligenza artificiale e digital twin nella progettazione edilizia sostenibile
Il terzo cambiamento consiste nell’utilizzare pienamente la potenza di calcolo oggi disponibile, che rappresenta un’opportunità fondamentale anche per il settore edilizio. L’intelligenza artificiale non deve essere percepita con diffidenza, ma come uno strumento concreto per migliorare ed efficientare i processi di progettazione sostenibile. Deve diventare un supporto operativo per i progettisti, consentendo di sviluppare edifici concepiti come sistemi energetici complessi e integrati.
Nel tempo, i team di progettazione dovrebbero includere competenze dedicate allo sviluppo e utilizzo di agenti di intelligenza artificiale, capaci di supportare la risoluzione delle criticità progettuali e migliorare la velocità e l’affidabilità delle simulazioni.
È importante ricordare che l’impatto ambientale di un edificio si manifesta principalmente durante la sua fase di esercizio. Per questo, uno dei cambiamenti più rilevanti nella gestione sostenibile consiste nell’adozione del digital twin (gemello digitale): uno strumento che consente di monitorare, simulare e ottimizzare il comportamento dell’edificio lungo tutto il suo ciclo di vita.
Grazie al digital twin è possibile controllare costantemente i consumi, ridurre i costi di manutenzione e aumentare la durata delle componenti edilizie e impiantistiche.
Certificazione e misurazione delle prestazioni lungo il ciclo di vita dell'edificio
Infine, il cambiamento di paradigma si completa con la certificazione delle prestazioni dell’edificio. Tuttavia, perché il processo sia realmente efficace, è fondamentale che esso sia basato su parametri chiari e misurabili. Un sistema di certificazione di qualità deve fondarsi sulla misurabilità di ogni fase: dalla costruzione alla gestione, fino alla manutenzione nell’intero ciclo di vita. È quindi essenziale che la progettazione definisca fin dall’inizio quali parametri monitorare, quali dati raccogliere e come integrarli in piattaforme digitali (dashboard).
Queste piattaforme, supportate da agenti di intelligenza artificiale, devono essere in grado di verificare le prestazioni reali dell’edificio e di generare informazioni utili per una gestione predittiva ed efficiente del sistema edificio-impianto lungo tutto il ciclo di vita.
(1) CRREM (Carbon Risk Real Estate Monitor) è un’iniziativa scientifica europea che fornisce traiettorie precise per la riduzione delle emissioni di carbonio e l’allineamento degli edifici agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. È oggi uno standard di riferimento per il settore immobiliare e per i grandi investitori.









