Nel paesaggio rurale piemontese, le cascine sono un elemento fortemente identitario, con la tipica pianta a corte chiusa, i mattoni a vista e gli ampi porticati. Risalenti tra il Settecento e l’Ottocento, rappresentavano sistemi abitativi complessi, in un equilibrio architettonico funzionale al lavoro dei campi e alla vita delle comunità, spesso popolose  che vi risiedevano. Oggi molti di questi edifici sono stati ristrutturati e convertiti in strutture turistiche, agriturismi e abitazioni, che mantengono in vita la memoria di un passato strettamente collegato all’economia agricola.

È il caso di un’abitazione trifamiliare a Piossasco (TO), ricavata all’interno di un antico cascinale ristrutturato e oggetto di un intervento di riqualificazione per il miglioramento dell’isolamento termico, eseguito appositamente nei mesi estivi per migliorare le prestazioni energetiche durante la stagione fredda. In queste zone il clima è infatti di tipo temperato continentale, con inverni freddi e umidi ed estati calde e afose. Le stagioni intermedie, primavera e autunno, sono generalmente miti ma spesso caratterizzate da piogge.

L’esplicita richiesta del committente è stata quella di connotare l’intervento in chiave di massima sostenibilità mediante l’utilizzo di materiali bioecologici. La soluzione individuata dal team di progetto è stata pertanto quella di realizzare l’isolamento dell’involucro edilizio tramite un cappotto in idrati di silicato di calcio, abbinato all’isolamento del sottotetto con fibra di legno, alla sostituzione degli infissi e all’installazione di un impianto fotovoltaico con pompa di calore.

Per il cappotto esterno, è stato scelto un pannello isolante minerale in idrati di silicato di calcio, non infiammabile, a ridotto assorbimento, privo di fibre, costituito da materie prime naturali, idoneo per isolamento esterno ed interno.

Il pannello in silicato di calcio, oltre che per la sua sostenibilità, è stato scelto poiché è uno dei pochi isolanti termici traspiranti, che può essere direttamente incollato alle murature esistenti e non necessita di freno o barriera al vapore. Questo permette di mantenere la traspirabilità delle pareti e garantire ambienti interni confortevoli e salubri grazie alla corretta gestione dell’umidità ambiente.

E’ stato posato in pannelli di spessore 20 cm su una superficie di 380 mq, secondo le modalità previste dal sistema e con peculiari accorgimenti studiati per la risoluzione dei ponti termici. La particolare lavorabilità dei pannelli ha consentito di realizzare pezzi su misura in zone “difficili”, come attorno alle strutture metalliche di sostegno del terrazzo. Inoltre, per ottenere una resa estetica di altissima qualità, i tasselli di fissaggio sono stati incassati all’interno dei pannelli e ricoperti con “rondelle” nello stesso materiale dei pannelli, fornite insieme ai pannelli e agli altri accessori necessari per la posa.

“I pannelli in idrati di silicato di calcio sono innanzitutto un prodotto sostenibile a basso impatto ambientale, che garantisce la traspirabilità del sistema” spiega l’architetto Simone Andreis di GREEN THINK STP s.r.l. – Atelier di Bioarchitettura, che ha progettato l’intervento “inoltre sono di facile lavorabilità in fase di cantiere e, a lavoro ultimato, garantiscono una percezione di solidità non raggiungibile da nessun altro materiale da cappotto”.

Il ciclo di posa è stato completato con una finitura inedita per il sistema: un intonaco in calce idraulica naturale NHL 5, molto resistente agli agenti esterni e al contempo altamente traspirante, per valorizzare la naturale traspirabilità dei pannelli isolanti. Peculiare è stato anche l’utilizzo di pannelli in vetro cellulare per la realizzazione dello “zoccolo” isolante e impermeabile, la parte bassa del cappotto a contatto con la fondazione che è più soggetta ad umidità e intemperie.

“Il cappotto ha permesso un abbattimento delle dispersioni termiche, garantendo un maggiore comfort interno percepibile fin dai primi mesi in cui ci siamo trasferiti” spiega il committente Luigi Andreis “anche i problemi di umidità di risalita dei muri del piano terreno, che storicamente si manifestavano attraverso fioriture dell’intonaco, ora non si verificano più grazie al fatto che il cappotto traspirante lascia sfogare l’umidità senza danneggiare gli intonaci e il muro.”