Biografia

Laureata in Scienze della Comunicazione, ha un passato nell’ICT e un presente nel settore pubblico come project manager, con particolare attenzione alla valorizzazione dell’interazione tra cittadini e istituzioni, alle nuove tecnologie, all’accessibilità e all’inclusione. Appassionata di arte e cultura, nutre una profonda curiosità per l’evoluzione delle espressioni artistiche, dell’architettura e del design. Un suo racconto breve, “L’arte di far vivere gli uomini”, è stato finalista nel concorso nazionale di scrittura Architettura di parole, I° edizione, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Arezzo, Consiglio Nazionale Architetti e Fondazione Archivio Diaristico Nazionale.

Salute e Sicurezza Ambientale

I rischi legati alla qualità dell'aria interna

Tutti siamo a conoscenza dei giorni in cui i picchi di inquinamento nelle nostre città superano i livelli di guardia – anche a causa delle limitazioni alla circolazione di alcuni mezzi di trasporto – ma raramente abbiamo consapevolezza che anche l’aria delle nostre abitazioni o dei luoghi di lavoro può essere poco salubre. La qualità dell’aria indoor, infatti, è un fattore determinante per la salute umana. Ma quali sono le fonti di inquinamento domestico, i rischi per la salute e le soluzioni progettuali più efficaci?

L'inquinamento dell'aria indoor: un rischio sottovalutato

Gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenziano che trascorriamo fino al 90% del nostro tempo in ambienti chiusi e l’aria al loro interno può essere fino a cinque volte più inquinata rispetto a quella esterna. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), questo fenomeno è causato dalla presenza di sostanze nocive, composti organici volatili (VOC), particolato fine (PM2.5 e PM10) che troviamo nei materiali da costruzione, mobili, vernici, elettrodomestici e sistemi di riscaldamento, ma anche il gas radon presente nel sottosuolo. L’uso di prodotti chimici per la pulizia e la scarsa ventilazione aggravano ulteriormente la situazione. Uno studio condotto nel 2022 a Milano ha rilevato, ad esempio, che i livelli medi annui di PM2.5 all’interno delle abitazioni erano 2.6 volte superiori a quelli esterni, con picchi nei mesi invernali.

Il Gas Radon: una minaccia invisibile

Il Radon è un gas radioattivo naturale che si forma dalla decomposizione dell’uranio presente nel suolo e nelle rocce. Infiltrandosi nelle abitazioni attraverso fessure nei pavimenti, muri e tubazioni,  può accumularsi a livelli pericolosi, soprattutto in ambienti scarsamente ventilati. L’OMS lo ha classificato come la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo, e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo inserisce tra i cancerogeni principali. L’Italia è tra i Paesi con i livelli più elevati di radon, specialmente nelle regioni del Nord e del Centro, come Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Campania, dove la conformazione geologica del territorio favorisce la sua diffusione.

A livello europeo, la Direttiva 2013/59/Euratom impone agli Stati membri di adottare strategie nazionali per il controllo dell’esposizione al radon. In Italia, è stato adottato tramite il D.Lgs. 101/2020 e il decreto correttivo 203/2022. Con il DPCM 11/1/2024 è stato introdotto il nuovo Piano Nazionale d’Azione Radon per il decennio 2023-2032 che si basa su tre linee guida: mappatura, informazione e legislazione dedicata. La norma ha fissato il limite a 200 Bq/m³ (Becquerel per metro cubo) per i nuovi edifici, costruiti dopo il 31 dicembre 2024, e 300 Bq/m³ per gli edifici esistenti.

Diverse sono le strategie di prevenzione per ridurre l’esposizione al radon nelle nuove costruzioni, tra le quali:

  • Barriere anti-Radon: utilizzo di membrane impermeabili sotto la pavimentazione per impedire l’ingresso del gas.
  • Ventilazione e depressurizzazione: installazione di sistemi di ventilazione meccanica o depressurizzazione del suolo per limitarne l’accumulo.
  • Materiali e tecniche costruttive: scelta di materiali a bassa emissione e progettazione di fondazioni areate per migliorare la dispersione del gas.
  • Monitoraggio preventivo: obbligo di valutare la presenza di radon in fase progettuale, con eventuali misure di mitigazione obbligatorie nelle aree ad alto rischio.

Il gas Radon è solo la punta dell’iceberg quando si parla di qualità dell’aria nelle abitazioni. Diversi altri agenti inquinanti possono compromettere la salubrità degli ambienti interni, aumentando i rischi per la salute degli occupanti.

Composti Organici Volatili (VOC): Il nemico silenzioso

I VOC (Volatile Organic Compounds) sono sostanze chimiche rilasciate da vernici, colle, arredi, prodotti per la pulizia e materiali da costruzione. Tra i più pericolosi troviamo la formaldeide (rilasciata da mobili in truciolato, pavimenti in laminato, vernici e tessuti), benzene e toluene (presenti in solventi e adesivi), xilene e stirene (contenuti in plastiche e materiali sintetici).

Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’esposizione a VOC in ambienti chiusi può aumentare il rischio di problemi respiratori e allergie del 40%. D’altro canto, uno studio dell’Università di Harvard ha studiato le case con materiali a bassa emissione, che hanno un livello di VOC inferiore del 60% rispetto alle abitazioni tradizionali.

Una soluzione progettuale per limitare l’inquinamento indoor è l’uso di materiali eco-compatibili come pitture e vernici naturali o a basse emissioni, pavimenti e rivestimenti certificati, arredi eco-compatibili e sigillanti privi di solventi tossici.

Muffe e umidità: il rischio biologico nascosto

Un altro nemico, anch’esso invisibile, è l’eccessiva umidità: un edificio sano ha un tasso di umidità tra il 40 e il 60%: livelli superiori favoriscono la proliferazione di muffe e funghi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 30% delle abitazioni italiane presenta questi problemi che, oltre a danneggiare le strutture, favoriscono la proliferazione di muffe e batteri dannosi per la salute respiratoria. Una soluzione è l’isolamento, l’uso di materiali che regolano l’umidità oppure l’installazione di sistemi di deumidificazione passiva. I tetti ventilati, ad esempio, evitano la formazione di condensa e migliorano il comfort termico, i sistemi di drenaggio sono fondamentali per evitare infiltrazioni e ristagni d’acqua nelle fondamenta.

Monossido di Carbonio (CO): il killer invisibile

Il monossido di carbonio è un gas inodore e incolore prodotto dalla combustione incompleta di gas, legna e carbone. Un malfunzionamento di caldaie, camini o stufe può causare un’accumulazione pericolosa, addirittura letale, di tale sostanza. La prevenzione include la manutenzione periodica degli impianti, l’uso di combustibili certificati e l’installazione di sensori di CO.

Polvere sottili (PM2.5 e PM10): l'inquinamento indoor

Il particolato fine (PM2.5 e PM10) non è solo un problema dell’aria esterna delle città più trafficate: l’inquinamento indoor può superare quello esterno a causa del fumo di sigaretta, attività di cottura con scarsa ventilazione, persino l’uso di candele a base di paraffina.

L'importanza della ventilazione

Uno studio del Politecnico di Milano ha evidenziato che un sistema di ventilazione ben progettato può ridurre fino all’80% la concentrazione di agenti inquinanti interni. Progettare edifici con aperture contrapposte (ventilazione trasversale) per favorire il ricambio d’aria naturale, sfruttare l’effetto camino per favorire la ventilazione naturale, installare sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) sono strategie e soluzioni per migliorare la qualità dell’aria negli edifici. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’uso della ventilazione meccanica controllata può ridurre del 30-50% la presenza di polveri sottili e gas nocivi indoor.

Conclusioni

Mentre le politiche per la qualità dell’aria delle nostre città, come le limitazioni al traffico e l’uso di veicoli a basse emissioni, sono sempre, giustamente, poste all’attenzione collettiva, le strategie e le soluzioni per migliorare la qualità dell’aria delle abitazioni e dei luoghi di lavoro – dov’è il nostro tempo prevalente – sono spesso trascurate o ignorate, ai margini delle politiche ambientali. L’inquinamento domestico e l’esposizione al gas radon rappresentano rischi concreti, che possono essere affrontati attraverso consapevolezza, monitoraggio e interventi mirati. Le istituzioni, il settore edilizio e i suoi professionisti hanno un ruolo chiave nel promuovere standard abitativi più sicuri e progettare, costruire e mantenere edifici salubri e sostenibili, riducendo i rischi per la salute di tutti.