Biografia
Jette Cathrin Hopp, poliglotta in norvegese, tedesco e danese, ha studiato architettura con il Prof. Peter Cook e il Prof. Enric Miralles alla Städelschule – Accademia di Belle Arti. In qualità di direttore di Snøhetta per le acquisizioni e i nuovi progetti per l’Europa e il Regno Unito, e parte della direzione esecutiva di Snøhetta Oslo, Norvegia.
Jette dirige importanti progetti e concorsi internazionali. Tiene spesso conferenze in tutto il mondo, condividendo la filosofia progettuale di Snøhetta, e presiede giurie di concorsi di architettura. Come critico, Jette Cathrin Hopp è regolarmente invitata nelle università di architettura di tutto il mondo e ricopre un incarico di insegnamento presso l’Università di Tecnologia e Design di Wismar.
Jette ricopre incarichi come membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Schelling Architecture, presidente della giuria del Premio Italiano di Architettura 2021, membro del Consiglio di Architettura della città di Oslo e presidente del Consiglio consultivo per la pianificazione urbana di Kiel.
La sua esperienza comprende progetti significativi, tra cui la direzione del progetto museale del King Abdul Aziz Center di Dharhan, l’Opera di Stato norvegese di Oslo e la direzione dell’Elbtower di Amburgo. Inoltre, ha diretto l’Operntower di Düsseldorf, il Centre Monnaie “OXY” di Bruxelles e la Roshen Concert Hall di Kiev. Jette è stata anche determinante nel promuovere la sostenibilità in Norvegia attraverso progetti come Powerhouse Brattøra a Trondheim e Powerhouse Kjørbo a Sandvika, il primo edificio a energia positiva ristrutturato al mondo.

In un contesto urbano sempre più attento alla sostenibilità, Snøhetta emerge come uno degli studi di architettura e design più innovativi nell’integrazione di soluzioni ecologiche e sostenibili in progetti urbani su larga scala. Con un approccio che fonde estetica e funzionalità, lo studio affronta le sfide ambientali con progetti che non solo riducono l’impatto ecologico, ma favoriscono un’armonica coesistenza tra sviluppo urbano e conservazione della natura. In questa intervista, la direttrice di Snøhetta ci racconta come, in progetti come l’Ex Macello di Milano e il masterplan Southgate di Budapest, l’azienda adotti pratiche ecocompatibili, dalla gestione delle risorse naturali alla scelta di materiali innovativi. L’intervista esplora anche le sfide legate all’adozione di tecnologie green in ambito urbano, l’importanza del monitoraggio continuo dell’impatto ambientale e le strategie per garantire la sostenibilità anche nelle fasi di costruzione e manutenzione. Una visione di sviluppo che promuove il benessere della comunità e la resilienza ecologica.
In che modo lo Studio integra pratiche ecologiche e soluzioni sostenibili nella progettazione di progetti urbani su larga scala, per ridurre l'impatto ambientale e promuovere un equilibrio tra sviluppo urbano e conservazione degli ambienti naturali?
Snøhetta integra le pratiche ecologiche nello sviluppo urbano combinando un design innovativo con soluzioni sostenibili, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale e migliorare la connettività con la natura. Per esempio, il progetto Ex Macello “Aria” a Milano si concentra sulla trasformazione di una storica area industriale nel primo quartiere milanese a emissioni zero. Il progetto integra soluzioni di energia rinnovabile, mobilità sostenibile e spazi verdi, promuovendo l’equilibrio ecologico. Allo stesso modo, il masterplan Southgate di Budapest incorpora significative infrastrutture blu-verdi per gestire il calore urbano e migliorare la biodiversità, esemplificando l’impegno di Snøhetta nel creare ambienti urbani armoniosi che favoriscano il benessere della comunità e la sostenibilità ambientale.

Quali sono le principali sfide e opportunità nell'implementazione di tecnologie e materiali ecocompatibili in grandi progetti urbani e come lo studio affronta questi problemi per garantire un basso impatto ecologico nel processo di progettazione?
L’integrazione di tecnologie ecocompatibili in progetti urbani come Ex Macello e Southgate Budapest implica la necessità di affrontare sfide logistiche e di costo. Snøhetta le affronta concentrandosi su metodi di costruzione robusti e innovativi e sul riutilizzo dei materiali, migliorando la sostenibilità e riducendo i rifiuti. Questi progetti incorporano anche principi di design rigenerativo, che non solo mitigano gli impatti ambientali negativi, ma contribuiscono attivamente alla salute ecologica, creando un solido precedente per lo sviluppo urbano sostenibile.
Come viene monitorato e valutato nel tempo l'impatto ambientale dei grandi progetti urbani e quali strategie di adattamento e mitigazione vengono impiegate per ridurre ulteriormente l'impronta ecologica durante le fasi di costruzione, gestione e manutenzione?
L’impatto ambientale di grandi progetti urbani come l’Ex Macello e il Southgate Budapest viene monitorato meticolosamente attraverso una miscela innovativa di tecnologia sensoristica contemporanea e metodi tradizionali a bassa tecnologia. Questo duplice approccio garantisce una raccolta approfondita di dati sul consumo energetico, sull’uso dell’acqua e sui cambiamenti ecologici.
L’enfasi sul paesaggio e sulla progettazione rigenerativa gioca un ruolo fondamentale, utilizzando sistemi naturali e vegetazione autoctona per migliorare il ripristino e la resilienza ecologica. Le strategie di adattamento incorporano il feedback di tecniche all’avanguardia e convenzionali per ridurre dinamicamente l’impronta ecologica dei progetti, dimostrando un impegno per uno sviluppo urbano sostenibile.









