“Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori” è l’iscrizione che campeggia sul Palazzo della Civiltà Italiana, simbolo del quartiere EUR, il più importante polo finanziario e terziario della capitale. L’area a sud-ovest di Roma, progettata per ospitare l’Esposizione Universale Romana del 1942, soffocata sul nascere dal conflitto mondiale, fu disegnata con l’intenzione di plasmare la modernità novecentesca attraverso il richiamo al modello umanistico di città ideale

Palazzi, strutture direzionali, servizi e collegamenti sorsero intorno e insieme al Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera e all’obelisco di Arturo Dazzi, a cui si aggiunsero, in epoche successive, gli edifici del Museo delle Civiltà, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, raffinato esempio di architettura sacra moderna, e il Roma Convention Center La Nuvola, maestosa opera in acciaio e vetro dell’architetto Massimiliano Fuksas. Ampi e ariosi spazi verdi si aprono tra gli edifici residenziali e direzionali, in una studiata alternanza tra opera dell’uomo e opera della natura.
Questa volontà di tradurre in opera architettonica lo spirito dei tempi e di coniugare estetica ed efficienza ritorna nel progetto di recupero di un’area dismessa, sulla quale è sorto un ampio complesso residenziale ispirato ai nuovi canoni dell’abitare.
Quasimodo19
Sviluppato su 6 piani e realizzato in cemento armato, il complesso “Quasimodo19” ospita 60 appartamenti di misure comprese tra i 46 e i 145 metri quadrati, con terrazze e balconate, garage condominiali, lavatoi e una palestra riservata ai condòmini. “Il progetto interpreta in chiave contemporanea una serie di elementi caratteristici dell’architettura razionalista del quartiere: essenzialità delle strutture, volumi semplici e netti in cui prevale l’uso della linea e degli angoli retti, sobrietà” si legge nella relazione di progetto, firmato dall’architetto Maurizio Colasanti “i prospetti sono caratterizzati da un gioco simmetrico di vuoti e pieni: i volumi compatti del rivestimento in travertino romano e degli intonaci sono spezzati dai reticolati di acciaio, dalla trasparenza delle balaustre vetrate dei balconi e dall’arretramento parziale degli ultimi due piani”.
Un razionalismo contemporaneo declinato anche in termini di sostenibilità, “attraverso l’utilizzo di tecnologie costruttive, impianti e materiali isolanti di alta qualità” si legge ancora nel report “che assicurano la certificazione energetica in classe A3 con un abbattimento dei consumi e dell’inquinamento atmosferico e acustico”. Al secondo posto della scala di efficienza energetica nella bioedilizia, la classe A3 ha consumi compresi tra 0,40 e 0,60 EPgl, tra i più performanti secondo l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile.
Per raggiungere questo obiettivo, il committente ha scelto i Blocchi Gasbeton Active, l’innovativo sistema di costruzione in grado di raggiungere livelli di eccellenza per un’edilizia realmente sostenibile, offrendo ottime prestazioni sia invernali che estive nelle murature esterne di edifici nzeb e passivi.
“Si tratta di prodotti al vertice dell’isolamento termico possibile” spiega Umberto Lascar, consulente Bacchi “sono inoltre materiali monostrato, in grado di raggiungere prestazioni energetiche di eccellenza senza l’ausilio di cappotti o di altre integrazioni”.

A differenza di altri sistemi che prevedono la posa di molteplici strati e di differenti materiali, Gasbeton permette infatti di realizzare pareti monostrato che si caratterizzano per le massime capacità di isolamento, resistenza al fuoco, capacità di traspirazione, salubrità e valore ecologico, grazie all’utilizzo di materiali di origine naturale.
I blocchi Gasbeton Active sono stati utilizzati per le murature perimetrali, unitamente a Multicem e Multiraso esterni, intonaci leggeri e fribrorinforzati “la cui durevolezza e resistenza alle intemperie” spiega Lascar “sono state ulteriormente accresciute mediante la posa di una rete di armatura nella rasatura finale”.
“Il committente è rimasto molto soddisfatto” conclude Lascar “al punto da aver scelto i materiali Bacchi anche per altri progetti residenziali nella capitale”.













