Biografia
Laureata in Scienze della Comunicazione, ha un passato nell’ICT e un presente nel settore pubblico come project manager, con particolare attenzione alla valorizzazione dell’interazione tra cittadini e istituzioni, alle nuove tecnologie, all’accessibilità e all’inclusione. Appassionata di arte e cultura, nutre una profonda curiosità per l’evoluzione delle espressioni artistiche, dell’architettura e del design. Un suo racconto breve, “L’arte di far vivere gli uomini”, è stato finalista nel concorso nazionale di scrittura Architettura di parole, I° edizione, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Arezzo, Consiglio Nazionale Architetti e Fondazione Archivio Diaristico Nazionale.


Il caso di Notre-Dame e della Torre dei Moro
L’incendio che ha colpito la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi è solo l’ultimo tra quelli devastanti impressi nella memoria collettiva: il fumo grigio, le fiamme altissime, la cattedrale gotica sfregiata dal fuoco sullo sfondo dell’Île de la Cité. La copertura in legno, conosciuta come “la foresta” per la quantità di travi secolari utilizzate nella struttura, è andata distrutta e la guglia centrale, progettata nel XIX secolo, è crollata durante l’incendio. Le cause sono state ricondotte a un incidente durante i lavori di restauro ed è stato necessario un piano di ricostruzione straordinario per restituire alla Francia, e al mondo, uno dei suoi simboli più preziosi.
Meno noto, forse, è l’incendio del 2021 alla Torre dei Moro a Milano, un grattacielo di 18 piani dove vivevano 80 famiglie. Le fiamme si sono propagate rapidamente lungo la facciata dell’edificio, rivestita con pannelli di materiale altamente infiammabile, causando la distruzione della struttura. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento dei soccorritori, tutti i residenti sono stati evacuati in tempo, evitando vittime.
L’Annuario Statistico 2023 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco attesta che gli incendi in luoghi di civile abitazione e ambienti a uso particolare, come scuole ed esercizi commerciali, sono stati 63.000, rappresentando il 25% degli interventi. Il fenomeno, dunque, è molto più frequente rispetto a quanto forse immaginiamo.
Spesso gli incendi sono stati causati da errori umani o da fatalità, come un corto circuito in abitazione o in cantiere, il malfunzionamento di un impianto, ma anche solo una sigaretta lanciata su un balcone che colpisce materiali infiammabili – che pare sia l’innesco dell’incendio della Torre dei Moro. La progettazione antincendio, unitamente alle misure di prevenzione e protezione, è quindi veramente importante per garantire la sicurezza degli edifici e delle persone che vi abitano o vi lavorano.
La gestione del rischio in cantiere
Durante i lavori di costruzione o restauro, la presenza di materiali infiammabili, impianti elettrici provvisori e l’uso di fiamme libere aumentano i rischi di incendio. Per ridurli, è essenziale adottare misure di prevenzione mirate, tra le quali:
- Pianificazione della sicurezza: ogni cantiere deve prevedere un piano di emergenza specifico con procedure chiare per l’evacuazione e la gestione degli incendi.
- Controllo dei materiali: scelta di materiali ignifughi per strutture temporanee e corretto stoccaggio di sostanze infiammabili.
- Gestione degli impianti elettrici: gli impianti provvisori devono essere installati secondo le normative vigenti e controllati periodicamente.
- Formazione del personale: operai e tecnici devono essere istruiti sulle procedure di sicurezza e sull’uso corretto degli estintori.
- Limitazione delle attività ad alto rischio: operazioni come la saldatura e il taglio a fiamma devono essere eseguite in aree dedicate e con adeguati sistemi di protezione.
- Sorveglianza e monitoraggio
La normativa di riferimento
In Italia, la normativa di riferimento è il DM 3 agosto 2015, noto anche come “Codice di Prevenzione Incendi“, un testo normativo fondamentale che stabilisce i criteri per la progettazione, costruzione e gestione degli edifici e delle attività in relazione alla sicurezza antincendio. Uno degli aggiornamenti più significativi è quello del DM 12 aprile 2019, che ha stabilito che il Codice diventi il principale riferimento normativo per la progettazione, costruzione e gestione della sicurezza antincendio, eliminando il c.d. “doppio binario” (la coesistenza di due regimi di progettazione per la sicurezza antincendio). Questo aggiornamento ha introdotto misure più stringenti per la protezione attiva e passiva degli edifici, con particolare attenzione agli edifici ad alta densità abitativa e alle torri residenziali. Tra le novità, vi è la maggiore integrazione di sistemi di protezione attiva e criteri più rigorosi per la compartimentazione del fuoco e la gestione delle vie di evacuazione. Successivamente, il Codice è stato ulteriormente aggiornato nel 2022 e 2023 con disposizioni che rafforzano le strategie di prevenzione e protezione antincendio, introducendo criteri più dettagliati per la valutazione del rischio e l’applicazione delle misure di sicurezza nei diversi ambiti edilizi.
Il Codice di Prevenzione Incendi copre vari aspetti della sicurezza antincendio tra i quali:
- La classificazione del rischio di incendio, che fornisce criteri per indicare le attività e gli edifici in base al rischio, consentendo di adottare misure specifiche in funzione del livello del rischio stesso;
- Le misure di prevenzione;
- Le misure di protezione passiva, quali le soluzioni architettoniche e costruttive per ridurre la propagazione del fuoco;
- Le misure di protezione attiva, cioè le soluzioni tecniche per il controllo e l’estinzione degli incendi;
- La gestione delle emergenze, le modalità di evacuazione e le misure, i dispositivi e i sistemi da adottare per la protezione degli edifici e delle persone;
- L’importanza delle verifiche e controlli degli impianti, delle strutture e dei sistemi di sicurezza antincendio, compresi i periodici accertamenti;
- Non ultimo, l’aggiornamento delle normative e l’innovazione delle tecnologie antincendio, tenendo conto delle evoluzioni nel settore.
L’adozione del Codice di Prevenzione Incendi indica che la progettazione e la gestione della sicurezza antincendio devono essere integrate fin dalle prime fasi del processo di progettazione, costruzione o ristrutturazione, ponendo un forte accento su due temi fondamentali: la prevenzione e la minimizzazione dei rischi di incendio. La progettazione degli edifici moderni non può, infatti, prescindere dall’integrazione di soluzioni antincendio avanzate.
Misure di prevenzione
Le misure di prevenzione sono fondamentali per evitare l’insorgere di incendi e ridurre i rischi. Queste comprendono l’analisi e la gestione dei pericoli, la scelta di materiali ignifughi e la corretta manutenzione degli impianti. Inoltre, la formazione del personale e l’adozione di tecnologie avanzate, come sensori di fumo e sprinkler, migliorano la sicurezza complessiva degli edifici.
Misure di protezione passiva
Le misure di protezione passiva sono quelle che mirano a limitare la propagazione del fuoco e a garantire la resistenza delle strutture agli effetti dell’incendio, senza necessitare di interventi esterni o attivi. Possiamo ricordarne alcune:
- La resistenza al fuoco delle strutture grazie all’utilizzo di materiali resistenti al fuoco per garantire la stabilità dell’edificio durante un incendio;
- La compartimentazione, ovvero la suddivisione degli edifici in compartimenti già durante la progettazione, per impedire la propagazione delle fiamme e dei fumi tra le diverse zone dell’edificio;
- Le chiusure tagliafuoco: si tratta di parti dell’opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire la resistenza al fuoco stesso: porte, finestre, serramenti, pareti e altri elementi strutturali progettati per resistere al fuoco per un determinato periodo di tempo. Queste barriere impediscono la propagazione delle fiamme tra zone, garantendo un prezioso margine di tempo per l’evacuazione;
- L’isolamento termico: uso di materiali isolanti che riducono la trasmissione di calore e migliorano la sicurezza delle strutture e degli impianti;
- I percorsi di evacuazione sicura: creazione di percorsi di fuga ben progettati e separati dal resto dell’edificio, con corridoi, scale e uscite di emergenza accessibili e protette dal fuoco.
In questo contesto, quando si costruisce un edificio, la selezione dei materiali è paragonabile alla scelta delle fondamenta per la stabilità. Elementi sostanziali di protezione passiva sono gli elementi strutturali tagliafuoco, costituiti da materiali altamente resistenti al calore e progettati per contenere la propagazione delle fiamme e dei gas caldi all’interno dell’edificio: agiscono come vere e proprie “barriere invisibili“, capaci di arginare la furia dell’incendio per un determinato lasso di tempo, generalmente compreso tra 30 e 120 minuti.
La resistenza al fuoco di una struttura o di un elemento costruttivo, secondo la normativa europea UNI EN 13501-2, è indicata da tre caratteristiche fondamentali:
- R (Resistenza): capacità di mantenere la stabilità strutturale sotto l’azione del fuoco.
- E (Ermeticità): capacità di impedire il passaggio di fiamme e gas caldi attraverso crepe o fessure.
- I (Isolamento termico): capacità di limitare la trasmissione del calore, evitando che il lato non esposto raggiunga temperature pericolose.
In passato si usava l’acronimo REI, mentre più recentemente, accanto ad ognuna di quelle caratteristiche (R, E, I), è apposto un numero X che indica il tempo, ovvero indica che la struttura o l’elemento costruttivo mantiene le sue proprietà di Resistenza / Ermeticità / Isolamento per almeno X minuti in caso di incendio.
Misure di protezione attiva
Le misure di protezione attiva sono quelle che intervengono direttamente durante l’incendio, per evitare o limitare i danni. Queste misure richiedono l’azione di un sistema, automatico o manuale, per affrontare l’incendio in atto. Le misure attive includono i sistemi che rilevano, allertano, controllano o estinguono l’incendio. Ad esempio: impianti di rilevazione incendi, quali sistemi di rilevazione fumi e calore; impianti di allarme antincendio acustici e visivi; sistemi di spegnimento automatico che attivano il rilascio di acqua o agenti estinguenti per controllare o spegnere le fiamme; sistemi di ventilazione per il fumo, quali impianti di ventilazione forzata che favoriscono l’evacuazione; idranti, naspi ed estintori utilizzati dall’uomo.
L’innovazione dei materiali per la sicurezza antincendio
Negli ultimi anni, il settore edile ha visto una crescente attenzione verso materiali innovativi e soluzioni tecnologiche in grado di migliorare la sicurezza antincendio. Alcuni esempi includono:
- Pannelli in lana di roccia, utilizzati per facciate e coperture grazie alla loro elevata capacità ignifuga.
- Calcestruzzo fibrorinforzato, che offre una maggiore resistenza al fuoco rispetto ai materiali tradizionali;
- Calcestruzzo aerato autoclavato, ideale per la realizzazione di murature resistenti al fuoco, questo materiale, è totalmente incombustibile e non genera fumi tossici in caso di incendio.
- Isolanti in silicato di calcio, perfetti per cappotti incombustibili e per la protezione di elementi strutturali, garantendo una resistenza alle alte temperature senza perdita di prestazioni.
- Isolanti in vetro cellulare, impiegati per l’isolamento termico e la protezione passiva dal fuoco di coperture, fondazioni e muri contro terra.
- Vetri antincendio, in grado di resistere ad alte temperature e di contenere la propagazione delle fiamme.
- Vernici intumescenti, che si espandono a contatto con il calore, creando una barriera protettiva contro il fuoco.
Grazie a questi materiali, oggi è possibile costruire edifici più sicuri, in cui la protezione passiva dal fuoco diventa un elemento chiave per garantire la sicurezza delle strutture e delle persone.
Caso Notre-Dame: rinascita tra tradizione e innovazione
L’incendio devastante della Cattedrale di Notre-Dame ha messo in evidenza l’importanza di misure antincendio efficaci anche per gli edifici storici. Nel recente progetto di restauro sono state adottate soluzioni innovative per garantire una maggiore protezione contro eventuali incendi: uso di materiali ignifughi per le nuove strutture portanti del tetto, realizzato in legno trattato, impianti di rilevazione precoce del fumo e impianti sprinkler invisibili, barriere antincendio, ovvero la compartimentazione nascosta tra aree diverse della copertura per impedire la propagazione del fuoco. L’equilibrio tra preservazione storica e sicurezza moderna ha rappresentato una sfida complessa, ma necessaria per garantire la protezione del monumento nei secoli a venire.


Caso Torre dei Moro: la lezione di Milano
L’incendio della Torre dei Moro ha portato all’attenzione pubblica la vulnerabilità degli edifici moderni rivestiti con materiali compositi non certificati per la resistenza al fuoco. Le fiamme hanno rapidamente avvolto la facciata dell’edificio, dimostrando come un solo punto critico possa compromettere l’intera struttura. Nel successivo intervento di ripristino e messa in sicurezza dell’edificio, sono state adottate misure significative, quali la rimozione e sostituzione dei materiali di facciata con materiali certificati ignifughi, la creazione di compartimentazioni verticali, quali barriere tagliafuoco per interrompere eventuali propagazioni di fiamme lungo la facciata, sistemi di rilevazione incendio più avanzati e reti sprinkler per la protezione delle aree comuni.
Conclusioni
Gli incendi di Notre-Dame e della Torre dei Moro, come molti altri eventi simili, confermano che la sicurezza antincendio è una responsabilità collettiva. Progettare edifici sicuri significa adottare soluzioni tecnologiche avanzate e rispettare rigorosi standard normativi. Tuttavia, non basta solo rispettare le normative: è fondamentale diffondere una cultura della prevenzione, promuovendo l’uso di materiali certificati e l’adozione di strategie integrate di protezione. La ricerca e l’innovazione nel settore antincendio offrono oggi strumenti sempre più efficaci per ridurre i rischi, ma il vero cambiamento passa anche attraverso la consapevolezza di progettisti, costruttori e utenti finali. Un edificio sicuro non è solo una questione tecnica, ma un valore che protegge vite umane e il patrimonio culturale e architettonico delle nostre città.
BOX NORMATIVA
- DM 3 agosto 2015 – Codice di Prevenzione Incendi
https://www.vigilfuoco.it/aspx/Page.aspx?IdPage=7376 - DM 12 aprile 2019 – Aggiornamento del Codice di Prevenzione Incendi
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/04/23/19A02657/sg - UNI EN 13501-2 – Classificazione della resistenza al fuoco degli elementi costruttivi
https://store.uni.com/catalogo/uni-en-13501-2-2016










