Biografia

Massimiliano Caruso, ingegnere e imprenditore con un’esperienza quasi trentennale nella direzione di progetti e nella gestione tecnica di asset immobiliari. Nel corso della sua carriera ha fondato e diretto diverse società di ingegneria e consulenza, maturando una profonda competenza in ambiti quali innovazione tecnologica, sostenibilità, efficienza energetica e fire engineering. Docente, relatore e autore, affianca all’attività professionale un costante impegno nella divulgazione. Oggi è Managing Director di One Works Technical Consultancy, branch di One Works dedicata ai servizi tecnici integrati per il real estate.

Progettare in territori complessi: quando la sicurezza diventa scelta culturale

Costruire in territori complessi e vincolati significa misurarsi con un intreccio fitto di relazioni tra fragilità ambientali, norme stringenti e identità sedimentate. In questi contesti la sicurezza strutturale smette di essere un semplice adempimento tecnico e diventa una scelta culturale e progettuale, un modo di guardare al territorio e alle sue comunità con un orizzonte di cura, continuità e responsabilità. Il progetto non è più soltanto la somma di calcoli e dettagli costruttivi, ma un processo che deve tenere insieme prevenzione del rischio, rispetto del paesaggio e qualità dell’abitare, sapendo che ogni strategia progettuale dovrà generare una visione a lungo raggio.

La complessità di un territorio non coincide con la difficoltà, bensì con la densità delle sue relazioni. Un luogo è complesso quando morfologie e dinamiche fisiche, valori ambientali e paesaggistici, storie insediative e pratiche d’uso, interessi economici e prescrizioni normative interagiscono generando una complessità. È in questa trama che la sicurezza strutturale va letta come un linguaggio capace di far dialogare tecnica e contesto, funzione e significato.

Sicurezza strutturale e ciclo di vita dell'opera: un approccio olistico

Intesa in senso pieno, la sicurezza è una cultura del progetto che attraversa l’intero ciclo di vita dell’opera, dalla scelta del sito alla costruzione, dall’uso alla manutenzione fino alla dismissione. Significa prevenire i rischi riducendo l’esposizione, mitigare la vulnerabilità con scelte tipologiche e costruttive coerenti, garantire robustezza e resilienza per evitare criticità e ripristinare rapidamente le prestazioni dopo eventi estremi. Significa anche riconoscere che la protezione non si oppone alla qualità dell’abitare, ma la integra mantenendo il comfort indoor, l’accessibilità e la continuità d’uso.

Per dare sostanza a questa cultura serve un approccio olistico in cui le regole non vengano applicate una alla volta, ma coordinate in una visione integrata. La struttura, l’involucro e gli impianti vanno pensati come un unico sistema prestazionale in cui il design riduca le domande energetiche e le vulnerabilità. A livello sociale la sicurezza si rafforza coinvolgendo comunità e portatori di interesse, perché l’uso reale dei luoghi, le ritualità, le emergenze percepite e la disponibilità alla cura incidono sulla capacità dell’opera di funzionare e durare.

Geotecnica, protezione sismica e interventi su edifici esistenti

La geotecnica diventa alleata strategica con indagini in sito, prove di laboratorio e modellazioni che simulano il comportamento dei terreni e l’interazione con le strutture esistenti. La forma incide sulla risposta: edifici compatti e regolari limitano torsioni e concentrazioni di tensione, mentre una distribuzione intelligente di masse e rigidezze evita piani deboli e vulnerabilità nascoste. La gerarchia delle resistenze secondo i principi del capacity design consente di governare la plasticizzazione dove è più sicuro, preservando i nodi critici. La protezione sismica, con isolatori alla base o dissipatori, può ridurre drasticamente le sollecitazioni, soprattutto quando si interviene su beni vincolati dove la reversibilità è essenziale.

Sui manufatti esistenti la priorità è affrontare le vulnerabilità globali prima di quelle locali, lavorando su ammorsamenti, diaframmi, cuciture, controventi e connessioni per garantire continuità dei percorsi di carico e risposta integrata, adottando materiali compatibili come calci naturali, legno e laterizio e sistemi di rinforzo leggeri e reversibili. La dimensione idraulica e microclimatica entra nel progetto attraverso soluzioni nature-based: suoli permeabili, sistemi di drenaggio urbano sostenibile, rain gardens, tetti verdi e facciate vegetali che rallentano i picchi di piena, aumentano la ritenzione idrica e mitigano le isole di calore, migliorando contestualmente il comfort degli spazi aperti e chiusi.

Rispetto del paesaggio non significa imitazione pedissequa o congelamento del passato, ma continuità evolutiva. Le morfologie, le altezze, gli allineamenti e le quinte costruiscono filtri visivi che guidano sguardi e acque, mentre la vegetazione diventa infrastruttura ambientale e percettiva. Materiali e cromie desunti dal contesto, con finiture a bassa riflettanza, limitano l’impatto a distanza; tipologie come corti, logge o portici possono essere reinterpretate per favorire ventilazione, ombreggiamento e luce naturale, con linguaggi contemporanei che dichiarano il proprio tempo senza tradire quello del luogo.

Per dare sostanza a questa cultura serve un approccio olistico in cui le regole non vengano applicate una alla volta, ma coordinate in una visione integrata. La struttura, l’involucro e gli impianti vanno pensati come un unico sistema prestazionale in cui il design riduca le domande energetiche e le vulnerabilità. A livello sociale la sicurezza si rafforza coinvolgendo comunità e portatori di interesse, perché l’uso reale dei luoghi, le ritualità, le emergenze percepite e la disponibilità alla cura incidono sulla capacità dell’opera di funzionare e durare.

Monitoraggio strutturale, manutenzione programmata e gestione digitale del rischio

Il monitoraggio strutturale con sensori per deformazioni, vibrazioni, spostamenti e umidità permette di stabilire soglie di allerta e di programmare interventi prima che il degrado diventi danno. Dettagli che rendono facilmente ispezionabili e sostituibili i componenti, manuali d’uso chiari per utenti e gestori, contratti di manutenzione pluriennali e un facility management efficiente trasformano la manutenzione da costo imprevisto a investimento. L’integrazione tra BIM e GIS consente di simulare scenari di rischio, pianificare priorità, coordinare le fasi operative e predisporre protocolli per il ripristino funzionale, abbreviando i tempi di recupero e salvaguardando i servizi essenziali.

Misurare ciò che conta è l’unico modo per evitare che la sicurezza resti una teoria. Indicatori come il rischio residuo per i diversi hazard, gli indici di robustezza e di ridondanza, il livello di servizio post-evento e il tempo di recupero restituiscono la capacità dell’opera di assorbire e superare gli shock. La compatibilità paesaggistica può essere valutata in termini di impatto visivo, coerenza materica e cromatica, continuità tipologica, mentre il benessere è determinato dal comfort termo-igrometrico e acustico, dalla qualità dell’aria interna e dall’accessibilità universale. L’impronta ambientale lungo il ciclo di vita, l’energia incorporata, la percentuale di materiali riciclati o biobased completano il quadro, riportando la sicurezza dentro una nozione più ampia di sostenibilità.

Architettura e rischio: un patto di lunga durata con il territorio

In definitiva, nei territori complessi e vincolati la sicurezza strutturale è il modo in cui l’architettura prende posizione di fronte al rischio e al tempo, cercando un equilibrio tra protezione e libertà, tra radicamento e innovazione. È un patto di lunga durata che chiede conoscenza dei luoghi, rigore tecnico, dialogo con le regole e ascolto delle comunità, e che restituisce valore sotto forma di opere capaci di abitare il presente senza compromettere il futuro.

Il design si fa così strumento di equilibrio tra innovazione tecnologica e responsabilità verso il territorio, trasformando soluzioni tecniche a basso impatto in presupposti fondamentali dell’architettura contemporanea.