Salerano sul Lambro è un comune come se ne incontrano tanti nella laboriosa valle padana. Un numero contenuto di abitanti, circondato dalla campagna geometrica della provincia lodigiana, il centro abitato si sviluppa lungo la sponda destra del fiume Lambro, in un territorio che fu feudo dei capitanei di Salerano prima di diventare di proprietà dei vescovi di Lodi e, successivamente, della famiglia Vistarini, il cui castello rappresenta ancora oggi il principale luogo di interesse della zona. Nei dintorni, il territorio si mostra plasmato dalla trasformazione romana e monastica: nell’ordinato intreccio di canali e rogge, è l’agricoltura a caratterizzare l’identità del paesaggio, disseminato di cascinali e borghi rurali, e a tenere la barra dell’economia locale. Accanto al settore primario, anche l’industria edile e quella chimica hanno registrato un fiorente sviluppo, dando lavoro a numerosi addetti. Da qui l’esigenza di sostenere un’espansione urbanistica tale da rispondere alle dinamiche demografiche sospinte dalla crescita delle attività produttive, mantenendosi in armonia con il territorio e le sue peculiarità identitarie, intrise di essenzialità e pragmatismo.

Risponde a queste logiche l’intervento di realizzazione di cinque villini signorili con piscina, edificati nella zona residenziale del comune. Si tratta di unità abitative indipendenti, a schiera, caratterizzate da un’elegante composizione di elementi essenziali: il piano terra presenta un intonaco esterno, il piano primo un rivestimento in mattoni a vista, con copertura in legno e solaio di interpiano in laterocemento. Ispirato a un’idea razionale e funzionale dell’abitare, da un punto di vista costruttivo il progetto si è sviluppato intorno alla necessità primaria, espressa dal committente, di utilizzare materiali in grado di conferire la massima classificazione energetica alle nuove abitazioni.

A condizionare fortemente il raggiungimento dell’obiettivo finale, il periodo storico in cui si è collocato l’intervento, a valle tra la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina, che ha scoperto il tallone d’Achille di molte imprese italiane legate all’import dei materiali da costruzione. Secondo quanto documentato dalla ricerca annuale della Commissione Europea, la carenza di materie prime e di attrezzature ha ampiamente ostacolato le attività di costruzione, con tempi medi di consegna dei fornitori che hanno continuato ad allungarsi: il fenomeno ha provocato un calo del 2,5% dell’attività produttiva nel 2022 e una perdita stimata dell’1,25%, nei mesi successivi

Per mitigare gli impatti delle interruzioni nelle supply chain “le imprese”, si legge in un recente report di QBE Insurance Europe “possono sviluppare relazioni con una gamma più ampia di fornitori, o almeno cercare soluzioni per ampliare l’attuale base. Una catena di approvvigionamento flessibile che diversifichi imprese di riferimento, modalità di trasporto e aree geografiche consentirà di ridurre la dipendenza registrata durante la pandemia.

Su questa strategia hanno puntato progettista e impresa realizzatrice, che hanno potuto contare sulla capacità di approvvigionamento continuo di Bacchi spa e sull’autosufficienza in termini di disponibilità di materie prime che l’azienda vanta: dalle cave di proprietà, funzionali alla riqualificazione delle aree golenali del fiume Po, Bacchi infatti è in grado di estrarre sabbie silicee a granuli tondi, inerti naturali pregiati, a base di quarzo, caratterizzati da particolare durezza, resistenza agli agenti fisici e chimici e bassissima igroscopicità. In una fase storica in cui la disponibilità di materiali edili era fortemente deficitaria, Bacchi ha fornito al cantiere 228 metri cubi di blocchi Gasbeton Sysmic, negli spessori 24 e 30 per la realizzazione dei muri perimetrali, e architravi per rinforzare le finestrature.

Per sopperire alla difficoltà dell’impresa realizzatrice di reperire sul mercato forniture di isolanti termici sintetici di tipologia EPS-XPS per il cappotto esterno, il servizio di consulenza Bacchi ha proposto, in variante al capitolato, l’utilizzo di materiale isolante naturale in silicato di calcio, dello spessore di 140 mm, fornendo tutti gli elementi accessori, dai tasselli ai collanti. Sulle murature, è stata infine posata la malta INCOLLARASA che, oltre all’incollaggio dei blocchi, consente di effettuare la rasatura armata e la chiusura delle tracce impiantistiche, con grande semplicità.

“Ottimo l’utilizzo di pannelli in silicati di calcio con spessore 14 cm per il cappotto esterno, in particolare per la velocità di posa nei ‘tagli’, realizzabile anche con un semplice taglierino: avendo tanti travetti da riquadrare, questa caratteristica si è rivelata fondamentale” spiega Mattia Malinverno, Founder di Malinverno Gruppo Immobiliare S.r.l, “la scelta di Gasbeton Sysmic ci ha invece consentito di ricorrere a un minor numero di pilastri e di alleggerire la struttura. La valutazione dei prodotti Bacchi è positiva e soddisfacente, anche per la rapidità di consegna e il servizio post vendita”.

Il progetto ha migliorato i requisiti di efficienza energetica che il committente aveva identificato come vincolanti, integrando ulteriori elementi di valore relativi alla sostenibilità e all’estetica, grazie all’impiego di materie prime naturali.

“Il cliente si è trovato molto bene con noi, sia per la qualità del materiale fornito che per il servizio di consulenza e assistenza prestato anche in cantiere, durante la fase realizzativa” spiega Mauro Landonio, Area Manager Bacchi Spa “delle forniture Gasbeton sono stati particolarmente apprezzati la naturalità dei materiali, la loro leggerezza e le prestazioni in termini di isolamento, unite alla facilità di posa e alla lavorabilità delle tracciature”


Committenza: Malinverno Gruppo Immobiliare Srl, Binasco (MI)

Realizzazione: Impresa Malinverno, Binasco (MI)

Tipologia residenziale: unità abitative indipendenti, a schiera

Finitura piano terra: intonaco esterno

Finitura piano primo: rivestimento in mattoni a vista

Materiale di copertura: legno

Materiale del solaio di interpiano: laterocemento

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