Tutti desiderano i massimi standard qualitativi per la propria abitazione. Ma se il proprietario è stato vigile del fuoco per una vita, le aspettative diventano superiori alla norma, specialmente in termini di sicurezza. Durante la sua carriera, il committente del progetto di realizzazione di una casa colonica nelle campagne di Corridonia, nel cuore rurale delle Marche, ha visto tutto quel che può accadere a un edificio e ai suoi occupanti in caso di incidenti e di calamità, dall’incendio per cause accidentali al crollo per evento sismico, ricorrente in questa zona: l’ultima scossa è stata registrata nel febbraio 2023, ma è ancora vivissima la memoria del terremoto dell’agosto 2016, che ha distrutto vite e ferito profondamente la regione.

Situata in zona sismica 2 delle aree rurali intermedie a bassa densità abitativa, esposta dunque al rischio di forti terremoti, Corridonia si trova nel cratere sismico di quell’evento: qui, come negli altri 84 comuni del cratere, la ricostruzione non è ancora terminata.

Corridonia, nel cuore rurale delle Marche

Oltre a quella per la sicurezza, il committente nutre una spiccata sensibilità verso la storia dei luoghi e il rispetto per l’ambiente. Corridonia si trova alla convergenza tra le valli del Chienti e del Cremone: la posizione geografica è di grande suggestione, caratterizzata dall’alternarsi di dolci colline e di fertili pianure, coltivate a grano, vigna, foraggere e gelsi, e dall’ampio alveo alluvionale del Chienti. La tradizione agricola ha radici profonde e alimenta un forte spirito di appartenenza tra la popolazione, per i due terzi disseminata tra frazioni e case coloniche. Nell’entroterra rurale sopravvivono ancora rare testimonianze delle storiche costruzioni in terra cruda, tipologia abitativa che si era diffusa nelle Marche a partire dalla seconda metà del Settecento, quando i piccoli proprietari terrieri o i braccianti espulsi dai fondi ebbero necessità di costruire dimore a basso costo. Anche se considerate simbolo di indigenza, le case in terra cruda erano in realtà caratterizzate da un ottimo isolamento acustico e termico, resistenti al gelo, antisismiche e salubri.

Passato, presente e futuro

E proprio su un terreno alle porte di Corridonia, in un contesto naturale dove il verde domina, il committente ha lasciato in eredità al figlio un terreno sul quale sorge un edificio in terra cruda, appartenente alla famiglia da generazioni. Accanto, in posizione quasi speculare, è stata edificata una nuova abitazione con l’obiettivo di creare un ponte ideale tra passato, presente e futuro, replicando le caratteristiche di sicurezza e salubrità dell’antica costruzione ma attualizzandole, per raggiungere nuovi obiettivi di ecosostenibilità e di risparmio energetico in una casa destinata ad accogliere l’ultimo ramo generazionale.

L’edificio residenziale si caratterizza per scelte costruttive peculiari, a partire dalla struttura portante con telaio in acciaio HEA che garantisce elevate prestazioni antisismiche, grazie alla leggerezza e alla duttilità dei materiali. In grado di assicurare un’elevata resistenza in caso di incendio, i sistemi in acciaio sono vantaggiosi anche dal punto di vista dell’efficienza energetica, termica e acustica.

“Ho voluto unire acciaio e Gasbeton per dare un senso al mio vissuto di ‘operatore di soccorso alla vita’ avendo salvato tanta povera gente dal fuoco e dai terremoti, piuttosto frequenti in queste zone” spiega il committente.

Il progetto

Le murature di tamponamento sono state infatti realizzate in blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato Gasbeton da cm. 45 che, per versatilità, è perfettamente integrabile tanto in strutture in acciaio, quanto in cemento armato. I blocchi sono stati ancorati alla struttura portante con spinottature ogni 50 cm. e, in alcuni casi, in ogni fila, in corrispondenza dei pilastri.

Per le altezze notevoli, sono stati realizzati cordoli armati con blocchi sagomati. Il traliccio Murfor EFS/Z da 190 mm., annegato nella malta collante, è stato inserito ogni 50 cm in altezza e al di sotto di ogni ultima fila, in posizione inferiore rispetto al davanzale delle finestre. I blocchi sono stati sagomati e disposti in modo da avvolgere completamente i pilastri in acciaio e, in alcuni casi, tra blocco GASBETON e strutture portanti è stato anche apposto un sottile strato di materiale isolante. I ponti termici sono stati così risolti in modo ottimale, evitando il rischio di dispersioni dovute alla struttura in acciaio.

Peculiari anche le scelte relative alle finiture: all’esterno è stato applicato il rasante fibrato armato con rete da cappotto di 10 mm, mentre all’interno sono stati utilizzati intonaco di fondo fibrorinforzato Multicem da 1 cm e rasatura Incollarasa da 5 mm.

Su indicazione dello staff tecnico Bacchi, le fasi di posa sono state affidate a un’impresa esperta nella lavorazione di blocchi Gasbeton e in grado di eseguire le indicazioni fornite dal consulente Bacchi e dal progettista, che richiedevano maestranze qualificate. L’installazione di infissi performanti, la presenza di impianti termici di ultima generazione, con pompe di calore e sistema di ventilazione meccanica controllata, e l’installazione di un impianto fotovoltaico hanno permesso di certificare l’edificio con classe A4.


Committenza: Marconi Marco di Corridonia (MC)

Progettazione

  • Progetto Architettonico: Ing. Enrico Mariotti di Macerata (PU)
  • Progetto strutturale : studio Meta srl engineering Macerata (MC);

Realizzazione

Impresa edile: Saraconi Costr. Snc Petritoli (FM)

Classe Energetica : A4

Impianto Termico: Riscaldamento radiante a pavimento con pompe di calore aria/acqua  e VMC canalizzato con recupero del calore

Impianto fotovoltaico

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